APPLICAZIONE DEI FITOFARMACI
AD EMISSIONE CONTROLLATA®

LA CELLULOSA

Avreste mai pensato che un batuffolo di cotone inzuppato nell'acqua o il caffè che si disperde nel latte hanno qualcosa in comune con l'ingente risparmio di prodotto e di acqua che si possono ottenere nei trattamenti fitosanitari? Eppure la grande affinità chimica fra la cellulosa, costituente fondamentale delle pareti cellulari di foglie, frutti e germogli (vedi immagine che ritrae una porzione della parete cellulare), con la molecola dell'acqua, che come è noto è il veicolo dei fitosanitari, è il punto di partenza della tecnologia di applicazione dei fitofarmaci ad Emissione Controllata®.

La molecola della cellulosa, organizzata in lamelle sottili e flessibili costituisce una struttura perfetta per veicolare l'acqua, e conseguentemente, i soluti dispersi in questa. L'acqua tende ad aderire alla cellulosa con la più ampia superficie, consentendo piccoli movimenti dei principi attivi al di là della zona perimetrale del deposito.

Indipendentemente dalle caratteristiche di movimento del principio attivo, ad esempio di contatto, citotropico, translaminare o sistemico, questo comunque si sposta su distanze millimetriche oltre la zona coperta, come dimostrano esperimenti fatti con prodotti considerati di contatto quali il rame, lo zolfo, il Bacillus thuringiensis etc.

Lo spostamento avviene non solo grazie alla grande affinità chimica fra acqua e cellulosa ma anche e, forse, sopratutto per diffusione. Secondo questo fenomeno fisico il principio attivo si sposta dal punto in cui è più concentrato, cioè il deposito, ai tessuti cuticolari circostanti fino a raggiungere un equilibrio di concentrazione.

Questo fenomeno consente al prodotto di raggiungere spazi inizialmente non coperti e di essere efficacie su una porzione maggiore di tessuto vegetale rispetto a quella coperta dal deposito.

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